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Come tutte le mattine, Nadia era uscita di casa alle otto e quaranta per andare al supermercato e comprare il pane caldo che avrebbe farcito di brie e mortadella.
A lei piaceva fare colazione così. Il supermercato dove arrivava la mortadella italiana distava venti minuti da casa sua, ma anche se fossero stati di più lei non avrebbe rinunciato a quel piacere che le ricordava tanto casa sua e i panini che le preparava sua mamma quando Nadia era piccola.

Mentre usciva di casa aveva fatto attenzione a non dimenticare il libro di Philip Roth che aveva iniziato la sera prima e una matita nel caso le venisse voglia di appuntare qualcosa. Di solito sottolineava le parole che più la colpivano in un libro.
A casa le avrebbe ricopiate in un quaderno con la speranza di utilizzarle un giorno per scrivere il suo romanzo.
Nadia infatti ha sempre desiderato scriverne uno ma non ha mai iniziato.
Leggeva, prendeva appunti, partecipava agli eventi culturali e ascoltava musica per farsi ispirare ma mai ha trovato il coraggio di sedersi per cominciare a scrivere quella storia che da tempo le frullava nella testa.
Ci vorrebbe un corso di scrittura per sbloccarmi, pensava ma non sapeva dove trovarne uno.
Nadia viveva a Parigi da dieci anni e benché il francese fosse diventata la sua seconda lingua, non voleva frequentare un corso di scrittura in francese perché era convinta che nella sua lingua madre, l’italiano, sarebbe stata più capace, ma non voleva nemmeno scrivere senza avere studiato un po’.

Quel giorno, restò sorpresa di notare che la metropolitana non era affollata. Forse perché era iniziata l’estate e molti lasciavano la città per raggiungere mete più calde.

Arrivata al supermercato, ignorò, come era solita fare, la fila di carrelli della spesa. In fondo, non avrebbe comprato tante cose e per questo non le sarebbe servito, eppure quel giorno tornò indietro e decise di prenderne uno. La cervicale aveva ricominciato a farle male e non voleva appesantire le mani.

Come quando era adolescente e andava al supermercato con i suoi genitori, dopo aver inserito la moneta che sbloccava il carrello della spesa, lo svuotava da eventuali volantini e locandine che le persone prima di lei lasciavano.
Così facendo vide una locandina interessante con l’intestazione dell’istituto italiano di cultura di Parigi dove lesse che in autunno sarebbe iniziato un corso di scrittura creativa in italiano.
Nadia non poteva crederci, se la cervicale non avesse ricominciato ad infiammarsi e non fosse tornata indietro per prendere il carrello, probabilmente non lo avrebbe mai saputo.
Felice della notizia, mise la locandina in borsa e pensò che quella non poteva che essere una buona giornata.

Qualche informazione su Vale

Sono una lettrice compulsiva e book blogger che ha finalmente deciso di cimentarsi con la scrittura. Amo i libri, i tramonti, il mare, le sere d'estate e sono appassionata di cucina e fotografia.
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