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Trama: 

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Recensione: 

Ok lo ammetto, questo libro non lo volevo leggere. Sono stata costretta perchè alle mie colleghe serviva una recensione e io era l’addetta alla lettura dei fantasy, anche se non sono proprio il mio genere preferito. Con il morale a terra e con un ultimo sguardo alla pila di libri che avrei voluto leggere mi sono appartata in un angolo della mia scrivania in biblioteca e ho cominciato. Sono arrivata a tre pagine con un unico pensiero in testa: “E’ la brutta copia di Harry Potter e il protagonista, se possibile, è ancora più sfigato”.

Signori e signore ecco a voi……. ( rullo di tamburi)…… SIMON SNOW, vincitore dei premi “Mai una gioia, neanche se la pago”e “Prendi una gioia .. ecco ora posala perché non è tua”. Simon Snow vive con gli z… ehmm in un orfanotrofio e a undici anni viene informato da Hag….dall’Arcimago in persona che dovrà frequentare Hog… una prestigiosa scuola di magia in quanto possiede poteri magici.                                                   E si le premesse premesse di questo libro per noi Potterhead incalliti non sono delle migliori ma ho pensato “ok, calma non affrettiamo il giudizio, potrebbe anche piacerti” e a Rainbow Rowell non si può certo negare una possibilità, quindi sono andata avanti nella lettura. E meno male che ho continuato perché, se Harry Potter non fosse stato un pilastro della mia infanzia/adolescenza, potrei anche arrivare a definire Carry On un libro migliore.

Come si intuisce dalla trama, Simon è forse la persona più sfigata nella storia della letteratura e di conseguenza è inevitabile affezionarsi a lui; non ha potere su qualsiasi cosa gli capiti nella vita, non controlla la sua magia, è il prescelto ma è una frana con gli incantesimi, insomma, avete capito. Ed è a questo punto che entra in scena Baz. Ora, chiunque abbia letto Carry On si è innamorato di Baz. E se nega, mente. Baz è il classico tenebroso piantagrane, ma è anche un mago molto dotato, a cui riesce tutto e, dopo Penelope, è il più intelligente del corso, al contrario del “fortunatissimo” Simon. I due condividono la stanza da quando hanno cominciato la scuola e vivono in un limbo di sopportazione, odio e apprensione per l’altro, che li porterà ad avvicinarsi sempre di più e per voi sarà impossibile non innamorarvi di loro.

“Vorrei solo che stesse zitto e la smettesse di parlare così. Vorrei solo che si alzasse e mi seguisse fuori da qui. Vorrei solo essere di nuovo a Watford, nella nostra stanza, sicuro che lui è li con me, che non sta facendo del male a nessuno e che nessuno sta facendo del male a lui”.

Sono loro che rendono questo libro così speciale, almeno per me, insieme al fatto che la Rowell è maledettamente brava. Le conversazioni tra i personaggi sono qualcosa che non si riesce neanche a descrivere ma sono talmente belle, e piene di sentimento, che viene voglia di rileggerle più e più volte.

Mi fissa ancora negli occhi. Inchiodandomi con lo sguardo come ha fatto con quel drago, con il mento in alto, immobile.

Io non sono il Prescelto.”

Ricambio il suo sguardo e sorriso. Il mio braccio lo stringe.

“Be’, io ti scelgo, Simon Snow.”

La Rowell, come al solito, ha fatto Bingo. E’ un libro consigliato a tutti, apre la mente, ma soprattutto il cuore!

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