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“Non lo fate… non lo fate…” dice, mentre viene condotto verso la pira.

“Zitto, è peggio” sussurra il sacerdote che lo accompagna assieme ai due soldati della Milizia. “Se mostri paura è peggio”

“Io ho paura, perché dovrei…”

“Perché è quello che vogliono. Vogliono che te muoia di paura, figliolo. A quel punto sapranno di aver vinto e forse vorranno infierire. Invece tu devi affrontare…”.

Il ragazzo si ferma di scatto; guarda il sacerdote. “AFFRONTARE?!”.

La desolazione negli occhi.

La sconfitta.

“AFFRONTARE, DICI, PRETE?! STO PER MORIRE, E STO PER MORIRE…”.

“Fidati, non è la cosa peggiore che ti possa capitare”.

 Alle loro spalle, altri uomini e altre donne e altri bambini vengono legati ai pali che spuntano dal terreno, mentre il vescovo guida le operazioni di purificazione. È in mimetica, arrampicato sulla cima del carro d’assalto, e osserva quanto accade pregando Dio onnipotente.

Un getto di fiamme parte da uno dei bipedi d’assalto che la milizia usa per i suoi scopi. Un urlo atroce si alza da una delle pire. Soldati in mimetica, inginocchiati tutti attorno, intonano un canto di ringraziamento all’Onnipotente.

L’urlo è di un musulmano arrestato quattro giorni fa. È un militare catturato nel nord dell’Abruzzo. Infedele, non riesce neanche a trattenere le urla di dolore in nome del suo dio.

 “Oh, no…”.

“Sta fermo, ragazzo…” sussurra il sacerdote. “Non guardare… non guardare…”.

“Sto per morire, per morire così…”.

“Stai per incontrare Dio… pensa questo, pensa questo…”.

“Io non credo, è per questo che…”.

“Credi, figliolo!” esclama il vecchio, mentre i soldati guidano il ragazzo al patibolo. “Credici, credici! È tutto quello che puoi fare!”.

“Posso sopravvivere, possiamo porre fine…”.

“Prega, ragazzo!” continua il prete, battendogli la mano sulla spalla. “Prega… ti prego… perché se non lo fai sarà peggio! Sconta, purificati… e presto sarà tutto finito!”.

 Tutto va secondo copione.

I soldati attorno cominciano a intonare il canto a Dio; lui viene preso e legato al palo. Sente il legno sotto i piedi, i ciocchi che scivolano l’uno sull’altro; perde l’equilibrio e si tiene su soltanto perché sostenuto dalle maledette manette.

“Dio è con te. Prega. Prega e…”.

La macchina infernale davanti a lui si mette in moto. Attorno a loro altre urla e altri pianti.

“Prega”.

Alza il capo dritto verso la macchina; guarda dentro i finestrini dell’abitacolo e vede il suo assassino. Ha indosso una maschera. Solo una maschera può rendere un volto tanto minaccioso. Forse un elmo da combattimento. Sembra che abbia un sorriso stampato sulla faccia.

“Prega, figliolo!”.

Gli sorride, mentre il braccio meccanico si alza. Lui gli lancia un’occhiata, senza fiato.

Fissa il bocchettone, all’interno della quale la fiamma-pilota già risplende.

“PADRE NO…”.

Il getto parte.

Due cose su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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