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“Tutto è cominciato i primi di settembre.

La Mecca, la capo flotta del terzo battaglione da pattugliamento aviotrasportato, una corazzata a quattro ponti che aveva già partecipato alla campagna del Mediterraneo con onore e che ultimamente ha pattugliato lo spazio aereo sopra il Gargano, è scomparsa dai radar dopo circa due ore dalla fine delle operazioni militari scattate dopo un’incursione aerea faalesiana da sud-est, esattamente la direzione dalla quale meno il comando aereo si era aspettato un attacco.

Nel giro di poche ore, approfittando del caos di quella battaglia, la corazzata era stata inghiottita dal nulla e il comando, dopo alcune ricerche, aveva compreso l’assurdità del momento, la pericolosità di quel che avevano davanti, e infine sospeso immediatamente le operazioni di ricerca.

Quattro erano stati i casi di quel tipo registrati negli ultimi cinque anni in quel quadrante, e due di essi sembravano essere stati scatenati da una causa del tutto impossibile da comprendere a meno di non scomodare teologi ed esperti di occultismo del Regno, poiché gli avvistamenti descrivevano misteriose e minacciose formazioni nuvolose in acqua e in cielo, fenomeni che alcuni mettevano in correlazione con l’arrivo di Bestie dalla stazza terribilmente mastodontica dal fondo del mare.

Così, pochi giorni dopo la scomparsa dell’aeronave d’assalto, il comando dell’aviazione ha deciso di lasciar perdere le ricerche scatenando le furie dei responsabili delle operazioni sul teatro meridionale. Tanto è stato lo sconcerto nelle principali stazioni di partenza e assalto sulla costa, inclusa Bari, dove il Re ha voluto convocare immediatamente i responsabili dell’aeronautica per sentire direttamente la loro opinione.

Quanto a noi del Popolo, sapevamo bene che con La Mecca era scomparsa anche una vera e propria miniera d’oro: avremmo potuto rivendere le sue apparecchiature al mercato nero e sistemarci per molto tempo. Ci siamo detti che forse quella ricchezza giaceva sul fondo dell’Adriatico, pronta solo a essere recuperata.

Così, il venticinque settembre, mentre dall’entroterra cominciavano ad arrivare notizie di strani scontri fra i filogovernativi e dei miliziani senza bandiera provenienti da nord, Alessi, Bentivogli e Glumcak hanno deciso di incontrarsi al bar della Sfregiata, al porto di Bari, e dopo due ore ne sono usciti con l’idea che un po’ tutti ci aspettavamo, conoscendoli: le nostre tre aeronavi, il sottomarino da esplorazione di Bentivogli e, ovviamente, l’incrociatore di Alessi, si sarebbero inoltrati nella zona della scomparsa per trovare La Mecca, recuperare il bottino, tornare a casa.

Non so dirti il motivo di una follia del genere: sono tempi troppo stupidi per farci venire dubbi su come ci guadagniamo il pane e, del resto, dei corsari del Re come noi si guadagnano da vivere facendo stupidaggini del genere, fiutando l’odore di carcassa e buttandosi sopra di essa per spolparla.

Il Re, dal canto suo, ha fatto qualche rimostranza per il nostro valore come soldati preposti alla difesa del litorale, ma Alessi è stato bravo a spiegargli come avremmo donato al Regno ciò che era recuperabile de La Mecca, pur tenendoci gran parte degli oggetti di valore. Un compromesso che al Re non andava bene, certo, ma mai avrebbe rischiato delle truppe per controllarci mentre facevamo del lavoro sporco.

Va da sé che immaginasse già perfettamente che non avremmo mai restituito tutto ciò che dovevamo, tenendoci praticamente tutto il bottino, ma i soldi pagati alla guarnigione del porto per chiudere tutti e due gli occhi sono bastati e avanzati.

Alessi era davvero un bravo diplomatico e un ottimo comandante.

Peccato averlo perso in quel modo.

Peccato aver perso molti dei nostri in quel modo, sì, ma se ora ci guardano da lassù staranno gioendo per i balli che stiamo facendo qui, sul ponte della nave, mentre rientriamo a casa.

Il viaggio d’andata è stato tranquillo: sia le aeronavi che il sottomarino e l’incrociatore hanno proceduto alla perfezione verso il punto isolato come possibile punto di ammaraggio della nave. È stato allora, però, che le cose hanno cominciato a preoccuparci.

Col senno di poi, mi pento di non essere scappata allora.”

Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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