Menu

 Non entrare Ragazzina, non entrare, tanto meno da sola.

La voce calda di Zio Antonio  si rivolse alla ragazzina che osservava rapita le bambole in vetrina. 

-Entra pure cara, non ti mangiamo mica e poi da vicino potrai osservare le mie bambole, i loro vestiti, toccare i capelli…Senti che impasto di pelle hanno? Sì lo so sembrano vere, ma sono solo bambole –

Non entrare piccola, non da sola. Le tue lunghe trecce bionde non possono non attirare. Viene voglia di scioglierle e ripettinarle, e arruffarle e legarle e scioglierle di nuovo.

– Vieni cara, come ti chiami? Angela, bel nome, ti si adatta con queste belle trecce bionde. Guarda che carine che sono le mie bambole. Toccale pure, hai visto che abitini che hanno? Ci sono di tutte le forme e le epoche. Puoi scegliere la dark, in total black, con il chiodo in pelle, i pantaloni stretti e gli stivaletti, persino con i tatuaggi…oppure la vera damina del ‘700 con il suo abito a strati su strati e la sua parrucca azzurra, con le piccole scarpe di raso intonate. Entra, non avere paura, puoi scegliere quella che ti piace di più.

Non entrare, piccola, fai ancora in tempo a fermarti, il tuo abito a fiorellini color ciclamino come i nastri alle trecce e il tuo grembiulino sono troppo attraenti.

– Vieni cara, vieni a vedere tutte le bambole del mio campionario sono proprio belle, belle come Te.

– Mamma, mamma, mi compri quella bellissima bambola con le trecce che sta in vetrina, dai dai, me la compri?…

Perché non mi hai dato ascolto? perché sei entrata? Ora, anche tu fai parte del campionario di bambole di Zio Antonio e nessuno e niente ti potrà far ritornare indietro.

[Voti: 1    Media Voto: 3/5]

Le recensioni di questo racconto