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Terza media. Test di orientamento. Domande e risposte che mi avrebbero “inquadrata” nella scelta della vita. Cosa volevo diventare?
Ora, a 30 anni, vorrei rifarlo quel test.
Secondo me a Trent’anni c’è bisogno di una revisione del percorso iniziato a scuola, una “revisione dei conti”.
Quest’età muta le persone, i pensieri, le visioni e proprio come tra i banchi di scuola di 17 anni fa, ora vorrei riprovarci.

“Signorina Jessica, si sieda pure. Si prenda il suo tempo per rispondere a queste domande, al termine del test le daremo il risultato”.
Io me la immagino così, le gambe impazienti sotto al banco, la penna che si può cancellare, lo stesso profumo di gioventù e inesperienza, ormoni e merendine e quelle domande che avevo compilato con così tanta superficialità perché io alla fine non avevo voglia di studiare. Cercavo solo il modo per arrivare alla maturità nel più breve tempo possibile e con meno fatica.
Oggi so che presterei attenzione, perché si fa sempre più caso alle cose quando hai 30 anni.
Non so se sia un bene o un male, so solo che sarà la nostalgia, la maturità già passata o la paura di invecchiare, ma vorrei risentire quella frase: “ cosa vuoi fare da grande?”
Perché noi trentenni, grandi non lo saremo mai.
Siamo la terra di mezzo, figli dell’analogico, del telefono fisso e della Christmas Card.
Siamo la generazione che si commuove quando pensa al motorino senza casco, alla guida senza cinture, ai bambini senza cellulare.
“Ti ricordi quando…..”
E sembra una vita fa, un’altra vita, la vita di un’altra.
Tutto torna.
Caro Jack, vorrei farti vedere com’era quella ragazzina… ma sono contenta di averti conosciuto solo un anno e mezzo fa!
Voglio rifare quel test. Carta e penna. Come una volta… tanto tempo fa.

Qualche informazione su JessicaZanardo

Quando Jack ( il mio diabete) decide per me, io scrivo.
Una scrittura terapeutica per esorcizzare, riflettere e sorridere.
Per me e per chi vorrà fermarsi anche solo per qualche minuto.

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