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Lascio che i pensieri scorrano, immagini passate e presenti, seguo la musica anni ’70

Vorrei parlare dell’amore, come se fosse un oggetto che a volte compri perché ti piace, a volte ti piace perché lo compri.

Difficile parlare dell’amore in questi termini, forse anche un po’ crudi, ma quando la tua vita è sempre stata impostata sull’amore, a volte ti chiedi se hai fatto sempre i giusti acquisti e anche quando non hai pagato nulla, il conto arriva.

Così, ora ascoltando questa musica anni ’70, ricordo di quando andai a fare una scampagnata  e alla fine della giornata decisi di comprare l’amore.

Certo ce ne erano tanti, alti, bassi, belli, brutti, alcuni arroganti, presuntuosi, teneri e dinoccolati, intellettuali, sognatori, contestatori, tanti possibili. la scelta non era facile. Alla fine decisi di comprare un amore un po’ dittatoriale e caciarone, un po’ il buffone della compagnia.

Alto, pantaloni di fustagno colore indefinito, giacca e cravatta (un po’ fuori tendenza) capelli tagliati corti e fisico importante.

Veramente non lo comprai subito questo amore, prima lo noleggiai per un poco tempo, chiedendo al destino una clausola di soddisfazione o rimborso…

Così, per qualche mese, tra telefonate, discussioni, riappacificazioni, sorrisi e ripicche, piccole prove di sesso e di musi conservati, feci la prova. Stavo quasi per restituirlo, quando al terzo mese (proprio allo scadere della garanzia) al mio amore occorse un brutto incidente. Così colpita dalla sofferenza che avevo provato e convinta che non ne avrei provato altra simile… lo acquistai.

 

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