Menu

“E poi ricorda, mostra sempre sincero interesse”.

Lo diceva alla fine di ogni lezione di galateo la signora Croisette. E non è che Alphonsine non l’ascoltasse, eccome. Ci rifletteva ore su quella frase. Poteva essere sempre sincera, o mostrare sempre interesse, o mostrare qualche volta sincero interesse. Le parole sempre, sincero e interesse sul suo volto, insieme, ci stavano strette. Per questo preferiva stare in piedi, dietro ai tavoli, quando ci si ritrovava al ristorante dei Fournaise. “Qui c’è più aria”, diceva. Si metteva di tre quarti, appoggiata alla balaustra. Quando quel sincero le scivolava dalle guance rotonde e lisce si girava verso la Senna. Aveva imparato a percepire l’attimo in cui il suo interesse stava abbandonando la conversazione. Le palpebre si abbassavano, lo percepiva da dentro quel movimento. Allora sorrideva e lentamente si voltava. Guardando Parigi sull’altra riva il sincero interesse tornava. Spesso, non sempre. Sperava si dimenticassero di lei, almeno per un momento, una pausa da quel sincero che tirava gli angoli della bocca.

Non quella domenica. Raoul sembrava un emissario della signora Croisette, inviato per verificare che il suo sincero interesse fosse costante e in mostra. “Vero Alphonsine?” diceva alla fine di ogni frase. Oppure “Alphonsine, senti questa”.

Lei guardava l’acqua, quasi a cercare sul fondo del fiume il sincero interesse. Poi ruotava solo  il polso su cui poggiava il mento. Con le dita teneva la guancia, il viso in direzione di Raoul. Con l’avambraccio si copriva la scollatura, dove sapeva sarebbe caduto il sincero interesse dell’amico, al primo momento di disattenzione.

Fissava un punto poco oltre il cappello del il ragazzo, giusto il tempo per permettere alle palpebre di ricordarsi della signora Croisette.

E in un guizzo Alphonsine tornava a concentrarsi su Raoul, spalancava gli occhi, sorrideva.

“La miglior allieva” diceva di lei la signora Croisette. “Se non fosse per quella mancanza d’aria di cui soffre, sarebbe la regina di ogni conversazione”. Raoul avrebbe passato ore a parlare con lei. Mentre le parlava, le espressioni del viso roseo di Alphonsine gli restituivano un pezzo dell’emozione che provava. Meraviglia, gioia, rabbia.

Solo Pierre, che conosceva la ragazza meglio di chiunque altro, aveva saputo cogliere l’attimo che precede l’arrivo del sincero interesse.

Quando Raoul vide per la prima volta il quadro dell’amico pittore era entusiasta, anche se dispiaciuto di essere l’unico della compagna dei canottieri di spalle. Solo un dettaglio non convinceva il ragazzo in completo marrone… “Ma perché Alphonsine è così annoiata nel tuo quadro? Alphonsine, guarda anche tu, cosa ne dici?”

Alphonsine era di spalle, proprio nello stesso punto in cui Pierre-Auguste Renoir l’aveva dipinta. Questa volta non si voltò.

Qualche informazione su Ilaria

piedi per terra e testa fra le nuvole

Vedi tutti i post
No Posts for this author.
[Voti: 0   Media: 0/5]
0