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La nostra redazione intervista ThatsFab, una giovane Geeka che ha vinto il nostro contest narrativo di febbraio, “Incontri in metropolitana”, con la sua storia “Memorie metropolitane”, che ha conquistato la nostra community.

Scopriamo insieme chi è, il suo rapporto con la scrittura e molto altro! Buona lettura!

D. Ciao ThatsFab, ti va prima di iniziare di raccontarci un po’ di te e della tua passione per la scrittura?

R. Ciao! Certo, con piacere.

Mi chiamo Fabiana, ho 19 anni (ma a vedermi ne dimostro 13, maledetto metroecinquantadue che non sei altro) e vivo a Bracciano, un paesino vicino Roma.

L’anno scorso mi sono diplomata nel campo del turismo, ma per il percorso universitario ho scelto di dare una completa svolta e di inseguire la mia passione: studiare letteratura. Questo non perché nella vita vorrei essere disoccupata (sì, lo pensano in molti e si sentono anche parecchio in diritto di farmelo notare), ma perché mi piacerebbe insegnare. Ad oggi il sogno di voler diventare docente appare meno “brillante” di altri, ma non lo condivido per nulla. Anzi, credo fermamente che insegnare sia un qualcosa che vada ben al di là di una mera lezione imparata a memoria.

Parlando invece della scrittura, devo dire che ho esternato molto precocemente le mie attitudini. Lo sa bene mia madre (povera donna). Avevo otto anni quando la obbligai a trascrivere sul computer, sotto dettatura, la mia prima “opera”: Le Favole di Faby. Non contenta di averla stampata, mi dedicai anche al disegno della copertina. Poi la regalai a parenti vari e anche alla maestra. Dicesi autopromozione.

In realtà poi non ho più scritto granché, nulla che andasse al di fuori dei soliti temi in classe. La passione vera e propria comincia durante gli ultimi anni delle superiori. Prima di partecipare al contest non avevo mai scritto qualcosa “a tema”, o comunque qualcosa che avrebbe letto qualcun altro. Ho sempre annotato pensieri, ricordi e quant’altro su un mio piccolo taccuino, ma nulla di più.

D. Cosa volevi comunicare con Memorie Metropolitane?

R. Ciò che ho cercato di far trasparire maggiormente dal racconto, è il forte disagio mentale che attraversa il protagonista, David. Spesso le persone affette da disturbi psichici (che siano essi lievi o più gravi), affrontano la quotidianità cercando di nascondere agli altri, e in primis a sé stessi, le loro problematiche. Questo perché si prova vergogna nell’ammettere di aver bisogno di aiuto, ci si sente fragili di fronte ad un contesto sociale che impone sanità e fermezza. Le paure sono insomma bandite.

In realtà però, e posso garantire di averlo provato su pelle, la via migliore per uscire dal circolo vizioso di pensieri nocivi, non è ignorarli, bensì affrontarli a tu per tu.

D. È senza dubbio una storia “drammatica” (ma non diciamo nulla di più specifico per non rovinare la sorpresa), ma ha un certo retrogusto misterioso che lo rende quasi “thriller”. Come lo classificheresti, e perché?

R. Mi fa un po’ strano apporgli un’etichetta, però sì, lo definirei una sorta di thriller autoriflessivo, introspettivo, e con una leggera puntina autobiografica.

D. Hai avuto ispirazioni da altre opere, fra racconti, romanzi o film?

R. In realtà no. O quantomeno, quando ho iniziato a pensare di buttar giù qualche bozza, ero partita con l’intenzione di ispirarmi ai monologhi interiori di Pirandello, però è stato solo un punto di partenza, e mentre scrivevo sono approdata da tutt’altra parte.

Ma devo dire che da quando ho iniziato ad elaborare la mia idea, ho immaginato di poter trasporre il racconto anche sul piano cinematografico. Cinematografico ora sembrerà un parolone. No, ahimé non sono Steven Spielberg. Però diciamo che mi piacerebbe estrapolarne una sorta di cortometraggio, ecco!

D. Domanda da curiosoni: stai lavorando a qualche nuovo racconto, o ti è venuto in mente di farlo mentre scrivevi il racconto per il contest?

R. Non sto concretamente lavorando ancora a nulla di nuovo! Però devo dire che il tema del prossimo contest mi alletta parecchio (l’ho anche votato d’altronde). Non so se avrò tempo per partecipare, ma spero vivamente di sì! E poi, come sempre, continuo a scrivere sul mio carissimo taccuino.

Ringraziamo di cuore Fabiana, alias ThatsFab, per averci raccontato un po’ di sé e vi invitiamo sia a scoprire tutte le storie del contest passato che il tema del nuovo, dal titolo Risvegli, e dedicato alla primavera!

Buona scrittura a tutti!

 

 

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