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Inserisco la chiavetta nella porta USB e attendo che il PC verifichi la presenza di virus. E penso. Come deve sentirsi chi l’ha smarrita? Era lì in un angolo dell’ascensore. Ho messo un post-it verde fluo ”Ritrovata chiavetta USB, citofonare Viviani Valentina – quarto piano”. Se fosse vuota, sarebbe solo un danno materiale da poco, 32 GB 15€ su Amazon. La magnitudo del disastro dipende dal contenuto. Penso a tutti i file a cui sono affezionata. Non so perché penso sia di una donna. La memoria ritrovata mostra tre cartelle: Musica, Immagini e Documenti. Apro subito la cartella con le canzoni e mando on air una playlist dei Beatles che parte con ‘All you need is love’. Clicco sulla freccia in alto a sinistra e torno nella cartella principale. Cerco tra le immagini ma sono tutte scaricate da internet: murales dei dintorni di Bologna, anche qui vicino. Nessun riferimento alla proprietaria. Mi resta la cartella documenti, mentre i Fab Four cantano ‘Don’t let me down’. Deve essere una scrittrice. In rigoroso elenco cronologico, un bottino di storie. Scorro con la rotella del mouse ma gli occhi, autonomi, si soffermano su un file denominato: 12/10/2017 ore 08:43, Ritrovandola – 19 KB. Scritta appena tre ore fa. Si sarà accorta di aver smarrito un tesoro? Come un caveau ma di quattro centimetri. Comincio a leggere e resto sbalordita. È un racconto di una persona che perde una pendrive. Il dubbio mi sovviene: se l’avesse fatto apposta? Se fosse un’iniziativa di marketing? Non sono solita fare dei backup dei miei dati, ma ho un’improvvisa paura di restare vuota e prima di immergermi ancora nel corpo del testo, copio il contenuto di tutte le chiavette di cui dispongo sul disco rigido del computer. A metà dell’opera un blackout. Impreco. Poi prego. C’è tutta via Mezzofanti al buio. Attendo dinanzi al monitor, come Penelope dinanzi al mare. Sento il bip del cordless che mi annuncia il ritorno alla luce. Inveisco contro la compagnia di fornitura dell’energia. Non ho più alcun file, se non quelli presenti su questa maledetta chiavetta. Autonomamente parte ‘Let it be’ e il pc torna su quel documento. Allora riprendo a leggere: “E’ appena tornata la luce, e tu stai leggendo, non hai perso tutto, questa pendrive è prodigiosa. Torna alla cartella principale, troverai tutti i tuoi file. Non mi devi nulla, ma ti aspetto per un caffè. Chiedo scusa a tutti gli abitanti di Via Mezzofanti, ma per un caffè con te farei questo ed altro. Tony – secondo piano”.

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Due cose su inverosimilmente

Mi chiamo Salvatore Improta, meglio conosciuto on line con il nickname Inverosimilmente. Sono nato a Napoli nel 1979, vivo a Bologna dal 2001 e lavoro a Rimini dal 2015 come responsabile di Sistemi di Gestione. Sono un accanito lettore, figlio di un litografo - casa dei miei genitori è invasa da carta stampata. Tra i miei autori preferiti Saviano, Auster, Fante, Ammaniti, Brizzi...mi fermo solo per questioni di spazio. Mi sono avvicinato giovanissimo alla scrittura, in primo luogo di racconti brevi con cui ho partecipato a diversi concorsi nazionali. Uno degli ultimi è Metrò on the book, con cui ho vinto il contest Coop For Word 2017 , pubblicato poi nella raccolta Cado come neve, edita da Fernandel Editore e sul Resto del Carlino di Sabato 16 Settembre 2017.
BRUCIA il mio secondo romanzo (il primo è ancora chiuso in una pendrive) è disponibile dal 15 novembre tra gli e-book della grande famiglia Geeko!

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