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Il cielo,

immobile,

sul dorso lucido e nero del mare,

silente attende.

Emerge splendido, l’arco d’oro,

fiero, accecante,

protegge la ritirata del firmamento verso l’infinito, 

tra le mani di Dio, resta saldo.

Un vento gelido e straniero percorre il golfo,

mentre il tempo, disteso per la lunghezza del suo cerchio infuocato,  

s’incanta nell’etere.

Il silenzio dell’acqua, le voci stanche degli ormeggi.

Il suo profumo, la fragranza della sua salina consapevole bellezza.

Il golfo, il suo ciclo perfetto.

L’arco marino, teso, incandescente, lama di luce affilata,

sferra fendenti all’onde brune,

scudo metallico vibrante.

Mentre devotamente ogni creatura scruta,

semplicemente,

Albeggia.

Due cose su SemplicePoesia

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