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Pioveva.

Nell’aria si udiva ancora l’eco di una detonazione.

L’odore acre della polvere da sparo aleggiava sui quattro corpi riversi sull’asfalto, che ancora vivi e coscienti supplicavano invano una morte che tardava ad arrivare: erano stati torturati con una brutalità tale che a malapena conservavano un aspetto umano.

La figura incappucciata, in piedi di fronte a loro, li guardava sorridendo, sorseggiando un sinistro liquido rosso da un elegante flûte di cristallo macchiato dall’impronta delle sue labbra insanguinate; le dita sporche dell’altra mano giocherellavano con una catenella di diamanti a cui era appeso uno strano anello; il suo volto pallido, quella notte brillava di una perversa soddisfazione.

Rise, divertita, poi si inginocchiò vicino alle sue vittime, e ammirò rapita il sangue che zampillava da quelle ferite troppo profonde, come se stesse ammirando un quadro di Monet, ascoltando con estremo piacere la sinfonia macabra dei lamenti di quelle anime che aveva ridotto in fin di vita.

Deglutì le ultime gocce di quella strana bevanda, poi spezzò a metà il gambo del bicchiere e si apprestò a firmare la sua opera, quasi incredula di essere finalmente riuscita a portarla a compimento.

Quell’artista del crimine si chinò sul primo dei quattro giovani uomini seminudi, e con il bordo tagliente del vetro incise lo sterno all’altezza del cuore, senza mai distogliere il suo sguardo estasiato dagli occhi terrorizzati della sua vittima.

Tagliò finché non vide il muscolo striato battere ad una velocità innaturale, lo afferrò con le mani nude, gioì del gemito di dolore che il ragazzo riuscì a stento ad emettere, strinse ancora più forte la presa, e infine tirò con tutta la forza che aveva, finché non levò al cielo il pugno chiuso in cui teneva stretta la fonte della vita.

Una sadica risata di estremo piacere sgorgò dalle sue labbra, mentre al settimo cielo portava il cuore ancora pulsante di quella giovane vita ormai spenta alla bocca e lo divorava a piccoli morsi, lasciando che le altre tre vittime, in attesa dello stesso destino, la osservassero in preda al terrore.

Abbandonò il cuore masticato a metà tra le mani fredde e rigide del cadavere a cui era appartenuto, e si affrettò a strappare anche gli altri prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso, allarmati, certamente, dal colpo che aveva sparato in aria poco prima.

Aveva appena spostato l’ultimo dei cadaveri disponendo i quattro uomini in semicerchio, come a voler disegnare un macabro sorriso sul terreno asfaltato, quando le prime sirene risuonarono in lontananza.

Sorrise, si sfilò la catenina, prese l’anello, e lo infilò nel gambo spezzato che aveva usato come arma del delitto, poi se ne andò camminando lentamente nella direzione opposta a quella da cui arrivavano le sirene, compiaciuta: il suo piano era perfettamente riuscito!

[Voti: 4    Media Voto: 3.3/5]

Qualche informazione su Princess Kassandra

Chi sono? Mmm... Non saprei... forse... ma no, è un'idea assurda! Non posso condividerla, rideresti di me. Non lo faresti mai? Giuri? Croce sul cuore? Ok, allora te lo dico: credo di essere un puzzle. Ecco! Lo sapevo io che non mi dovevo fidare! Lo vedi che sei scoppiato/a a ridere? No, non intendevo dire che sono fatta di cartone e sono divisa in piccoli pezzi sagomati, solo che se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere la mia personalità, quello più giusto credo sarebbe eclettica; sono curiosa all'inverosimile, divertente, sarcastica, e auto ironica; detesto i riflettori e amo viaggiare, e nonostante non sogni il principe azzurro (o per lo meno non quello classico delle favole), credo di potermi definire comunque una persona romantica. La prima volta che ho preso in mano un libro avevo sette mesi e da allora non riesco più a farne a meno. Quando ho iniziato a scrivere ero in quarta elementare, all'inizio erano poesie, poi i racconti si annoiavano e si sono uniti a noi, e da allora è una festa continua. Come? Vuoi sapere se ho dei difetti? E chi non ne ha!? Ma non ho intenzione di dirti proprio tutto di me. Se vuoi scoprire qualcosa in più c'è un solo modo: leggi le mie storie!

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